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Precedenze in diagonale

Precedenze in diagonale

Prima di scrivere questa analisi mi sono arrovellato nel dubbio: il Lettore non vorrà leggere in questa seconda partita mia consecutivamente pubblicata una sorta di “superbia da Prima Scacchiera Interplanetaria”? Ci ho dunque riflettuto un bel po’, poi ho deciso di pubblicare proprio questa partita. I motivi sono molteplici:
1 – è l’unica partita (oltre quella di Alex) di cui sono in possesso, e poiché la sfera di vetro è in riparazione non posso indovinare le mosse delle altre partite [che, ricordo, vanno indirizzate qui: dgtpi (chiocciola) italink punto net];
2 – è una partita secondo me molto pregevole sotto il profilo estetico e anche abbastanza istruttiva, e sono certo che il mio bravissimo avversario Paolo “Akon” Marcelli è d’accordo con me;
3 – è un esempio di come la logica dei motori scacchistici sia completamente distante dal pensiero umano.

Partiamo subito dalla terza considerazione. Nonostante di solito io cerchi di NON usare i motori, ne ho una gran bella collezione, per tre sistemi operativi: Windows, Linux/Raspberry e Mac. Gli interessati possono trovare il materiale per il Raspberry (come sarebbe a dire “Mai sentito”???? Ma correte ad aggiornarvi, poffarbacco! E compratelo, vi sarà utile: costa 35 € in versione pressoché completa!) su questo sito, per esempio; se invece volete orientarvi e sbizzarrirvi un po’ fra (quasi) tutti i motori, di ogni forza e (dis)grazia concepiti da mente umana, allora il sito di Chess Owl fa al caso vostro: praticamente tutti i motori, ordinati per Elo decrescente, dal motore da Oltreverso Cfish (valutato 3564 punti Elo…) a Brutus RND, che domina dal basso dei suoi 161 punti (più o meno una caffettiera a vapore rotta), passando attraverso altri 3051 motori (sì, TREMILAECINQUANTUNO). Jim Ablett, dal canto suo, ne ha raccolti non so quanti, in tutte le versioni. Quindi, se vi va, buona caccia! Tornando a noi, in quest’occasione, avendo perfettamente a mente il quadro strategico e tattico che si è sviluppato durante la partita con Paolo, ho voluto verificare il responso sul “pensiero siliceo”. Sono rimasto interdetto. Ho provato 4 o 5 motori diversi, su piattaforma Raspberry, Android e Mac. Per la precisione, Komodo 10.1, Stockfish 10, Texel, Laser e McBrain. Ebbene, mi sono reso conto una volta di più quanto sia limitativo ridurre gli scacchi a una mera questione tattica. È senz’altro vero che io non ho sufficiente competenza scacchistica per fare questa affermazione; è altrettanto vero che per un controllo tattico “esatto” sono impareggiabili; ed è infine vero che almeno 3 varianti su 5 differiscono nella valutazione dei diversi programmi. Ma tale Jeremy Silman mette in guardia dall’uso dei motori, e in questa partita ho potuto toccare con mano il materialismo becero delle macchine: accumulano, accumulano, accumulano vantaggi, ma non hanno la minima comprensione strategica di quello che sta succedendo. Sia chiaro: non ho la pretesa di affermare che i miei piani in questa partita (o in altre) siano stati ineccepibili. Ma l’impressione netta che ho ricavato dalle analisi “mie” e da quelle dei mostriciattoli è che fossero divergenti per un motivo molto, molto semplice, addirittura banale: io sapevo quello che stavo facendo e che cosa volevo ottenere; loro no. Naturalmente, è pressoché certo che continuazioni più incisive esistano, sia per il B che (soprattutto, visto l’esito infelice) per il N. Ma questa è una partita godibile (spero) al di là delle inevitabili imperfezioni che dovesse contenere. Imperfezioni umane.
Allora, pronti? Se la risposta è “Sì!”, metto in moto. 😀

ADDENDUM!

Ieri sera per primo il Maestro, poi insieme anche a Roberto Di Vizio e Roberto Panaccione, mi hanno posto il quesito: ma che succede se il N gioca invece 19… Ta7?

Abbiamo analizzato a lungo, e ci siamo serviti anche di Stockfish, senza però centrare il piano esatto! Sarò sincero: sviato dalla piega tattica che l’analisi ha preso, non ho messo per niente a fuoco quanto in partita mi ero ripromesso di fare dopo la sempre micidiale 20.Ag5!! e qui avevo sottinteso: dare scacco in c6! L’unica parata possibile è di T (altrimenti segue il matto: in d7 se il R va in d8, in e6 se il R va in f7). Quindi la variante “definitiva” (tornato a casa, non contento, mi sono scervellato un altro po’…) dovrebbe essere: 20.Ag5!! Dxg5 21.Dc6+ Td7 22.Txe6+ Ae7 23.Tae1 e direi che non c’è più difesa.

Che altro dire? Per esempio, che Paolo è un vero signore, e ha analizzato con grande sportività e senso critico la nostra partita; che è bravo davvero (in una simultanea ha sfiorato il colpaccio contro Lexy Ortega, mica uno che passava di lì per caso); che è coraggioso: la prima cosa che mi ha proposto è di farci altre partite serie in sede. Lì per lì gli ho detto di sì, ma adesso non ne sono più tanto sicuro: e se poi perdo? Mica mi può andare sempre bene contro questa Najdorf…
Scherzi a parte, considerazione finale seria: non credo che sia un caso se parecchie delle partite commentate in questa sede vengono risolte da una superiorità del vincitore fin dalle prime mosse. È verissimo che conta assai (ma proprio assai!) lo studio dei temi di mediogioco attraverso l’analisi (preferibilmente old style, quando i chip erano solo il verso degli uccellini) delle partite di qualificati GM (anche qui, date retta a un mediocre amatore: studiate i grandi del passato!); però, se si decide di adottare un’apertura, va studiata, e bene. Non importa se volete essere giocatori di repertorio, o avete il tempo di guardarvi un po’ di roba variando gli schemi. Studiate le mosse, cercate di comprenderle, e provatele dovunque vi capiti di giocare per la gloria e basta: lampo, semilampo, rapid. Ma per l’amor di Dio, fatelo usando una scacchiera vera. Mi ringrazierete.

©® 2019 Erre J Effe, analisi, commenti & strafalcioni di Fabio MARINO

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