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Sulle sponde del Volga

Sulle sponde del Volga

Credevate che ci occupassimo soltanto degli alieni sulle 64 caselle? Eh, no! Anche gli scacchi dei comuni mortali hanno un fascino particolare, specialmente se di fronte si siedono due generazioni di scacchisti. Da un lato, con il B, Alex Melchior, forte Candidato Maestro in rapida ascesa, campione di quella Minturno che tante nidiate di eccellenti giocatori sta sfornando. Dall’altro, col N, il sempreverde 1N Sergio Sollima, il cui nome, a Cassino e in provincia di Frosinone, è assoluto sinonimo di “scacchi“. Non a caso io, che di fatto sono il prodotto del suo affettuoso ammaestramento, e mio figlio lo chiamiamo “Il Maestro“.

Durante il 1° torneo sociale “La Torre” ad Atina, i due si sono incontrati per la prima volta sulla “lunga distanza”. Ne è uscita una partita “difficile” e molto interessante, che -inviata da Sergio in risposta al mio invito- propongo qui, con analisi mie. Mi aspetto sia commenti, che -soprattutto!- correzioni.
Buon divertimento!

Ringrazio di cuore Sergio Sollima, che per primo ha voluto mettersi in gioco chiedendo espressamente un’analisi pubblica di questa bella, ma per lui sfortunata partita.
Ritengo che sia una partita molto interessante soprattutto per i contenuti agonistici e strategici di una difesa che a me non piace, ma che va senz’altro presa in considerazione da parte dei giocatori coraggiosi, che hanno il gusto di lottare per l’iniziativa fin dalle prime mosse, e a costo di concedere qualcosa all’avversario.

©® 2018 Erre J Effe, analisi, commenti (e strafalcioni) di Fabio MARINO

admin

5 pensieri su “Sulle sponde del Volga

Sergio SollimaPubblicato in data6:18 pm - Ott 10, 2018

Grazie Fabio per questa ottima e, direi, appassionata analisi. Sarebbe auspicabile una vera e profonda condivisione di esperienze e di riflessioni scacchistiche, al di là di quelle, necessariamente frettolose, che qualche volta accompagnano le lampo o semilampo da circolo. Con questa iniziativa dai l’input giusto. Della mia partita con Alex Melchior che hai analizzato ricordo due cose: una sensazione di ineluttabilità – come se la partita andasse necessariamente verso un esito che, nonostante i vari tentativi, non fosse possibile evitare (a causa del pedone in meno); e alcuni errori strategici nel perseguire, senza un chiaro compenso, il cambio di pezzi (i due cavalli) in condizione di svantaggio di materiale. Tornerò sullo sviluppo iniziale della partita, riprendendo l’Enciclopedia.

Renato SollimaPubblicato in data6:32 pm - Nov 14, 2018

Da ignorante ormai totale osservo che forse Sergio, nell’affrontare un candidato maestro, avrà pensato che era meglio coinvongerlo in una partita alquanto violenta piuttosto che lasciarsi gradualmente mettere alle corde da una presumibile superiorità strategica.

    adminPubblicato in data12:30 am - Nov 17, 2018

    Carissimo Renato!
    La tua considerazione è assai appropriata, e -devo dire- non c’era dubbio. Negli ultimi tempi, Sergio si è ricordato dei bei tempi del Romanticismo scacchistico; ha rispolverato Tal; si diverte di più, grazie a Silman. Ecco perché si comporta come un Korčnoj e non come un Karpov! La settimana scorsa mi ha crocchiato in tre semilampo consecutive, sia sotto il profilo strategico che sotto quello tattico… cosa che non gli succede, però, spesso come prima, quando ero ragazzino: ora lo impegno! 😀

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