• 3348308891
  • dgtpi@italink.net

Category ArchivePartite

Indiano… al contrario.

Robert James Fischer era nato 77 anni fa, il 9 marzo 1943. Un “Pesci” (magari il segno zodiacale c’entra poco con gli Scacchi, ma Bobby lo condivide con un buon numero di personaggi famosi e tormentati…) che realizzò una carriera incredibile sotto il profilo sportivo, come molte statistiche dimostrano (e anche su Chess.com si possono trovare articoli interessanti al riguardo); che finì, un po’  come i Beatles, stritolato dal suo stesso successo; che si smarrì al punto di deragliare con tutta la sua vita, fino al drammatico epilogo finale, ben descritto sia nel fascicolo monografico di ACM che nella biografia di Frank Brady. Non intendo parlare delle enormi problematiche dell’uomo-Fischer: chi ha tempo e voglia troverà un saggio di straordinaria importanza nell’opera di Reuben Fine, scacchista mondiale, psichiatra e psicoterapeuta.

A  me piace ricordare il Fischer che, solo contro un intero sistema, strappò il titolo all’URSS; l’immenso giocatore problematico che affermò:

No tags for this post.

Esordio vittorioso in “Lazio 7”!

Il neonato sodalizio tutto cassinate “Erre J Effe” (a proposito: vi abbiamo già detto che ci trovate alla “Casa della Cultura”, al parco “Baden Powell” di Cassino, vero?), affiliato al più ampio circolo “multi-territorio” “Quattro Torri-G. Castello“, era atteso al battesimo delle 64 caselle il 23 Febbraio 2020 nel Campionato Italiano a Squadre, girone Lazio 7. A farci visita, la temibile compagine dell’Accademia Scacchistica Ciociara 3, che schierava in prima scacchiera un Candidato Maestro del calibro di Massimo Megale (Elo FIDE 2023), in seconda l’espertissimo e coriaceo Domenico Procacci (2N, Elo FIDE 1740), in terza l’altra 2N Massimo Vecchio (1592) e in quarta l’esordiente NC Domenico Corobolo.

I colori cassinati erano difesi da

No tags for this post.

(S)Profondo Rosso

Non ho naturalmente il benché minimo dubbio che viviamo in un’epoca, scacchisticamente parlando, lontana anni e anni-luce da quella della mia adolescenza; allo stesso modo, non ho alcun dubbio che Magnus Carlsen sia destinato a essere un fenomeno di rilievo storico. Allo stesso modo, però, sono assolutamente certo che gli Scacchi (con la “S” maiuscola) sono ben altra cosa rispetto quello che viene giocato oggi. Saranno le cadenze? Sarà il ricorso massiccio a ogni livello ai computer e ai motori, con le loro analisi fredde e inumane? Sta di fatto che, personalmente, ho grosse difficoltà a provare un qualche tipo di soddisfazione nell’esame delle partite degli ultimi 15-20 anni. Alla fine del 2018 (come qualcuno ricorderà, avevo ripreso a giocare da circa due anni), ho assistito con curiosità al Campionato del Mondo. Pur non essendone tifoso, pensavo che Carlsen avrebbe vinto senza difficoltà. Quando ho visto l’indecente spettacolo pattaiolo,

No tags for this post.

Bobby Fischer e le “lampo”

Larry Parr (1946-2011), autore originario di questo articolo, è stato editore della rivista Chess Life dal 1985-1988 e ha scritto numerosi articoli e libri sugli scacchi. È stato anche  coautore di “The Bobby Fischer I Knew“, in collaborazione con Arnold Denker.
Quella di seguito è la traduzione di un articolo originariamente pubblicato in Inglese nel 2012 da che sul suo sito (The Chessdrum) riprese l’articolo di Parr. La prima pubblicazione avvenne sulla defunta rivista World Chess Network nel lontano 2002: era una storia su Bobby Fischer e la sua abilità nel blitz. Come sapete, io sono convinto che il mondo degli scacchi ha tuttora un debito enorme con Fischer: se  siete pronti, fate un bel respiro… e Bianco in moto!

 

Larry Parr, 
1 settembre 2002
Gli Scacchi lampo di Bobby Fischer

C’è un preconcetto diffuso sulle presunte scarse capacità di Bobby Fischer come giocatore blitz. La mia opinione è che

No tags for this post.

Dalla Lettonia con… sfortuna

Non so quanti conoscano e/o ricordino David Ionoviç Bronštejn. Nato nel 1924 e scomparso nel 2006, è considerato tutt’ora uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi. Fu finalista nel Campionato del Mondo del 1951 contro Botvinnik (che conservò il titolo soltanto per la regola che assegna al Campione in carica la vittoria in caso di pareggio nel match mondiale): a quattro partite dalla fine Botvinnik (si giocava allora sulla lunghezza delle 24 partite) conduceva per un solo punto. Bronštejn riuscì clamorosamente a ribaltare la situazione con due vittorie consecutive, ma nella penultima partita, forzando un finale pressoché patto si trovò in gravi difficoltà dopo l’aggiornamento. All’epoca era d’uso, al termine dell’orario di gioco previsto, aggiornare la partita “mettendo in busta” la mossa; la gara veniva ripresa più tardi o il giorno dopo, dopo lunghe analisi profondamente umane… Sergio Sollima ricorderà certamente un paio di

No tags for this post.

Passeggiata reale

Gli ultimi due turni del Campionato Italiano a Squadre (serie C) hanno visto la nostra formazione concorrere per la promozione in serie B. Purtroppo il cammino si è fortemente complicato già al 5° turno, quando, in quel di Latina, avremmo dovuto vincere anche solo di misura per avere la quasi certezza della promozione. La sconfitta del nostro capofila Ettore Roccatani in prima scacchiera, giunta molto presto, ha imposto a Fabrizio De Cristofano, Simone Teodonio e me di cercare il risultato pieno. Probabilmente il compito più ostico era il mio: affrontare in seconda scacchiera una forte 1N con Elo di 1860 non è esattamente una passeggiata. E mentre Simone (dapprima in vantaggio, poi in posizione difficile) riusciva a pattare, Fabrizio sottovalutava le potenzialità del suo temibile avversario e doveva soccombere. Restava in gioco soltanto l’onore: ed era paradossalmente proprio una passeggiata quella che segnava la mia vittoria contro un avversario simpatico e di prestigio. Non una passeggiata qualunque, ma quella di una testa coronata, canuta e bianca. Un passo alla volta, senza fretta; una storia di altri tempi, prima del motore. In effetti, molti temi presenti in questa partita sono quasi di un vintage malinconico, con

No tags for this post.

Michail Tal’, una sembianza d’infinito

Romanticizzare significa dare all’ordinario un senso superiore, al quotidiano un’apparenza di mistero, al cognito la dignità dell’ignoto, al finito una sembianza d’infinito.
(Novalis)

Succede a volte per gli scacchi come per la letteratura. Anche chi, come me, per vocazione ed esigenze professionali frequenta la narrativa contemporanea, sente spesso il bisogno di tornare al proprio canone di grandi: Manzoni, Verga, Dickens, Gogol, Cechov, Flaubert, Maupassant, Zola, London, Pirandello, Kafka e tanti altri. Per non parlare della poesia e del pensiero filosofico e storiografico. Negli scacchi, poi, il contrasto sembra ancora più stridente: i giocatori attualmente ai vertici della classifica mondiale saranno a modo loro fortissimi (ci mancherebbe) ma raramente le loro partite appassionano. Ecco: sembra non esserci pathos, sembra non esserci quello spirito che animava i grandi del passato, ma piuttosto sembra di assistere all’esecuzione di spartiti digeriti nel corso della costante frequentazione dei motori. In breve: manca lo stile. Lo stile è il quid che ci connota, è un insieme di tratti distintivi, in cui si concentrano temperamento, cultura, esperienza vissuta (l’erlebnis dei tedeschi). ‘Le style c’est l’homme’ diceva Georges-Louis Leclerc de Buffon: lo stile è (anche) lo scacchista, si potrebbe dire. Quanti di noi sarebbero in grado, se non si sapessero in anticipo i nomi dei contendenti, di riconoscere

No tags for this post.

Precedenze in diagonale

Prima di scrivere questa analisi mi sono arrovellato nel dubbio: il Lettore non vorrà leggere in questa seconda partita mia consecutivamente pubblicata una sorta di “superbia da Prima Scacchiera Interplanetaria”? Ci ho dunque riflettuto un bel po’, poi ho deciso di pubblicare proprio questa partita. I motivi sono molteplici:
1 – è l’unica partita (oltre quella di Alex) di cui sono in possesso, e poiché la sfera di vetro è in riparazione non posso indovinare le mosse delle altre partite [che, ricordo, vanno indirizzate qui: dgtpi (chiocciola) italink punto net];
2 – è una partita secondo me molto pregevole sotto il profilo estetico e anche abbastanza istruttiva, e sono certo che il mio bravissimo avversario Paolo “Akon” Marcelli è d’accordo con me;
3 – è un esempio di come la logica dei motori scacchistici sia completamente distante dal pensiero umano.

Partiamo subito dalla terza considerazione. Nonostante di solito io cerchi di NON usare i motori,

Partite (meno note) da ricordare – Sidney Norman Bernstein contro Erre J Effe

Dicebat Bernardus Carnotensis nos esse quasi nanos, gigantium humeris insidentes, ut possimus plura eis et remotiora videre, non utique proprii visus acumine, aut eminentia corporis, sed quia in altum subvenimur et extollimur magnitudine gigantea. (Iohannes Saresberiensis, Metalogicon, 1159)

Diceva Bernardo di Chartres che siamo come nani assisi sulle spalle dei giganti, cosicché possiamo vedere più cose e più lontano di loro, non perché abbiamo una vista più acuta o altra particolarità fisiologica, ma poiché siamo sollevati più in alto dalla loro mole gigantesca. (Giovanni da Salisbury, Metalogicon, 1159)

Ho deciso di inaugurare una sezione intitolata appositamente al giocatore da cui la sezione di Cassino (Erre J Effe) prende il nome. Il titolo dice tutto: “Le spalle del Gigante” esprime direttamente l’opinione che ho di Robert James Fischer, del quale giovedì scorso, 17 Gennaio, è stato l’undicesimo anniversario della morte. Una morte tristissima, che lo colse in quella Reykjavik che lo incoronò Campione del Mondo nel 1972, per via delle mille e mille vicissitudini che l’uomo-Fischer attraversò a partire dall’ambivalente data del 1° Settembre di quell’anno, in cui un sogno si realizzò ma una vita si infranse definitivamente e per sempre. Ora forse l’uomo ha trovato il riposo che un’esistenza infelice gli ha sempre negato.

Non intendo in questa sede ricordare i molteplici record, i risultati e le considerazioni che pongono Fischer

A New York, con scalo a Londra

Con Domenico Baldassarra abbiamo avuto il piacere, qualche settimana fa, di rivedere un’antica partita giocata in un torneo di Sora di… non dico quanti anni fa, quando già risplendeva l’astro di Gianni Donarelli. Con l’inossidabile e irriducibile Mauro Catracchia rappresentammo, per un certo periodo, la triade più agguerrita dello scacchismo nella nostra provincia: Gianni, in verità, irruppe un po’ dopo e fu un’irruzione che lasciò il segno, eccome. Io e Mauro eravamo più improvvisatori, più portati all’avventurismo tattico: Gianni si presentò con una preparazione teorica e una solidità di gioco che rappresentavano delle novità nel contesto dello scacchismo del frusinate. Gli rivolgo un sommesso ma accorato appello da questo sito, anche se sono svariati anni che non abbiamo il piacere d’incontrarci: caro Gianni, che ne diresti di tornare a corteggiare l’antico amore? Le membra saranno un po’ acciaccate ma la voglia di perdersi nelle praterie degli scacchi potrebbe tornare quella d’antan! Il cavallo (e gli altri pezzi, ovviamente!) si sentirebbero in buone mani.

Domenico Baldassarra, dicevamo.