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Category ArchiveLe spalle del Gigante

Aperture approfondite

Come si sa, mi diletto a leggere anche qualche rivista in Inglese. Alcuni mesi fa, apparve un articolo molto interessante del giovane GM statunitense John Burke. Probabilmente è poco noto anche fra gli scacchisti più smaliziati, eppure è un prodigio degli scacchi: classe 2001, Burke ha raggiunto una valutazione Elo di 2601 a settembre 2015, rendendolo il giocatore più giovane di sempre a raggiungere una valutazione di 2600 o superiore. L’articolo si intitola “Not so wide, yet quite deep (Non molto ampio, ma piuttosto approfondito)”, e prende in esame il repertorio di aperture

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La mossa inspiegabile

Il 31 marzo del 1970, giusto 50 anni fa, iniziò il match a squadre fra URSS e Resto del Mondo. Erano i tempi del dominio assoluto dei Sovietici, che schieravano in prima scacchiera il Campione del Mondo in carica Boris Spasskij, in seconda l’ex Campione Tigran Petrosjan (sconfitto appena l’anno prima dopo sei anni di regno), in 6a, 8a e 9a altri tre ex Campioni del Mondo (rispettivamente Smyslov, Botvinnik e Tal), mentre in 3a e in 10a (che lusso!) niente di meno che Victor Korçnoj e Paul Keres. Roba da brividi, mica barzellette… Il Resto del Mondo replicava con un inedito Bent Larsen in prima scacchiera, mentre Bobby Fischer giocava “solo” in seconda. Come detto, questa partita faceva parte del match che ebbe luogo nel 1970 tra l’Unione Sovietica e il Resto del Mondo. Ci fu una feroce polemica su chi avrebbe dovuto giocare in 1a scacchiera per la squadra RdM: Bobby Fischer o Larsen. Il danese pretese, con qualche ragione,

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Indiano… al contrario.

Robert James Fischer era nato 77 anni fa, il 9 marzo 1943. Un “Pesci” (magari il segno zodiacale c’entra poco con gli Scacchi, ma Bobby lo condivide con un buon numero di personaggi famosi e tormentati…) che realizzò una carriera incredibile sotto il profilo sportivo, come molte statistiche dimostrano (e anche su Chess.com si possono trovare articoli interessanti al riguardo); che finì, un po’  come i Beatles, stritolato dal suo stesso successo; che si smarrì al punto di deragliare con tutta la sua vita, fino al drammatico epilogo finale, ben descritto sia nel fascicolo monografico di ACM che nella biografia di Frank Brady. Non intendo parlare delle enormi problematiche dell’uomo-Fischer: chi ha tempo e voglia troverà un saggio di straordinaria importanza nell’opera di Reuben Fine, scacchista mondiale, psichiatra e psicoterapeuta.

A  me piace ricordare il Fischer che, solo contro un intero sistema, strappò il titolo all’URSS; l’immenso giocatore problematico che affermò:

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Bobby Fischer e le “lampo”

Larry Parr (1946-2011), autore originario di questo articolo, è stato editore della rivista Chess Life dal 1985-1988 e ha scritto numerosi articoli e libri sugli scacchi. È stato anche  coautore di “The Bobby Fischer I Knew“, in collaborazione con Arnold Denker.
Quella di seguito è la traduzione di un articolo originariamente pubblicato in Inglese nel 2012 da che sul suo sito (The Chessdrum) riprese l’articolo di Parr. La prima pubblicazione avvenne sulla defunta rivista World Chess Network nel lontano 2002: era una storia su Bobby Fischer e la sua abilità nel blitz. Come sapete, io sono convinto che il mondo degli scacchi ha tuttora un debito enorme con Fischer: se  siete pronti, fate un bel respiro… e Bianco in moto!

 

Larry Parr, 
1 settembre 2002
Gli Scacchi lampo di Bobby Fischer

C’è un preconcetto diffuso sulle presunte scarse capacità di Bobby Fischer come giocatore blitz. La mia opinione è che

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Partite (meno note) da ricordare – Sidney Norman Bernstein contro Erre J Effe

Dicebat Bernardus Carnotensis nos esse quasi nanos, gigantium humeris insidentes, ut possimus plura eis et remotiora videre, non utique proprii visus acumine, aut eminentia corporis, sed quia in altum subvenimur et extollimur magnitudine gigantea. (Iohannes Saresberiensis, Metalogicon, 1159)

Diceva Bernardo di Chartres che siamo come nani assisi sulle spalle dei giganti, cosicché possiamo vedere più cose e più lontano di loro, non perché abbiamo una vista più acuta o altra particolarità fisiologica, ma poiché siamo sollevati più in alto dalla loro mole gigantesca. (Giovanni da Salisbury, Metalogicon, 1159)

Ho deciso di inaugurare una sezione intitolata appositamente al giocatore da cui la sezione di Cassino (Erre J Effe) prende il nome. Il titolo dice tutto: “Le spalle del Gigante” esprime direttamente l’opinione che ho di Robert James Fischer, del quale giovedì scorso, 17 Gennaio, è stato l’undicesimo anniversario della morte. Una morte tristissima, che lo colse in quella Reykjavik che lo incoronò Campione del Mondo nel 1972, per via delle mille e mille vicissitudini che l’uomo-Fischer attraversò a partire dall’ambivalente data del 1° Settembre di quell’anno, in cui un sogno si realizzò ma una vita si infranse definitivamente e per sempre. Ora forse l’uomo ha trovato il riposo che un’esistenza infelice gli ha sempre negato.

Non intendo in questa sede ricordare i molteplici record, i risultati e le considerazioni che pongono Fischer